Gratin di cavolfiore, finocchi e funghi con besciamella light

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Adoro le verdure grantinate al forno con tanta besciamella, soprattutto d’inverno quando abbondano i cavolfiori, i broccoli, i cavoli, i finocchi… C’è già sul blog una ricetta del genere qui ma questa direi che è molto diversa. In questo caso infatti la besciamella, oltre ad essere light perché senza olio né altri grassi aggiunti, si amalgama completamente alle verdure che, sciogliendosi in parte, creano un effetto cremoso, quasi come un gateau o un tortino! Deliziosa la crosticina croccantina sopra, io ho usato farina di riso ma se avete della farina di mais per la gratinatura è ancora meglio… e mi raccomando gli aromi, potete variarli a piacere ma usateli! 😉

Ingredienti per 4 porzioni abbondanti (o 6 piccole)
1 cavolfiore medio
2 finocchi medigratin-teglia
250 g funghi champignon pesati puliti
500 ml latte di soia al naturale non dolcificato
50 g farina di riso + 1 cucchiaio per la gratinatura
3 cucchiai di lievito alimentare
1 spicchio d’aglio
Aromi consigliati: sale alle erbe, noce moscata, pepe nero, timo, maggiorana, semi di finocchio
olio evo

Pulite i finocchi conservando le barbe verdi per la decorazione, tagliateli a spicchi e gettateli in acqua bollente salata. Dopo un paio di minuti aggiungete il cavolfiore diviso in cimette e lasciate cuocere finché le verdure saranno morbide. Nel frattempo affettate i funghi e trifolateli in padella con un cucchiaio d’olio e lo spicchio d’aglio intero (da togliere successivamente), fin quando il loro liquido si sarà asciugato.
Preparate la besciamella light sciogliendo la farina di riso in una tazza con un po’ del latte di soia previsto. Quindi versate in una pentolina insieme al resto del latte di soia. Portate a bollore mescolando fin quando non si addensa per bene, quindi condite generosamente con sale alle erbe, pepe nero e noce moscata (o altre spezie a piacere).
Scolate le verdure cotte (consiglio di non buttare l’acqua di cottura perché è un brodo buonissimo che si conserva bene in frigo per un paio di giorni e potete usarlo per cuocere pasta, riso, cereali, patate, zuppe, minestre ecc) e conditele in una ciotola o pentola con 2/3 della besciamella, il timo, la maggiorana, i semi di finocchio e un cucchiaio di lievito alimentare. Mescolate bene (se sono ben cotti i cavolfiori si spappoleranno in parte creando una crema ma l’effetto è proprio quello!).
Oliate una teglia e versate le verdure, versate sopra la besciamella rimasta e livellatela bene. Per la gratinatura mescolate in una tazza 2 cucchiai di lievito alimentare e 1 cucchiaio di farina di riso (o di mais), quindi spolverizzate tutta la superficie con il composto ottenuto. Irrorate a filo con olio evo e infornate sotto il grill (200/220 gradi circa) per una quindicina di minuti o fin quando si forma una bella crosticina dorata.
Lasciate intiepidire per una decina di minuti quindi distribuite sopra le barbe dei finocchi messe da parte tritate a coltello. In mancanza va bene anche del finocchietto selvatico o dell’aneto.
Servite caldo ma non bollente come piatto unico (porzione grande) o come contorno (porzione piccola).

Peperonata light con peperoni rossi, cipolla di tropea e pomodori datterini

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Con questo post vorrei sfatare il mito che la peperonata sia un piatto pesantissimo, indigesto o che fa ingrassare. Infatti tutto dipende dalla qualità degli ingredienti scelti, dalla quantità di olio utilizzato e dal procedimento di cottura. Innanzi tutto scegliete dei peperoni molto rossi (tutti rossi, non striati di verde o di giallo) in quanto essendo più maturi sono più dolci e digeribili rispetto a quelli verdi o gialli. Certo ci sono persone che proprio non riescono a digerire nessun tipo di peperone a prescindere dal modo in cui viene cucinato… e vabbé quei casi forse sono irrecuperabili (anche se io proverei a introdurre piccole quantità a poco a poco, meglio se crudi a cubetti nelle insalate). In secondo luogo preferite le cipolle rosse di tropea a quelle classiche dorate, che sono più dure e un po’ più indigeste, e infine riducete al minimo la quantità di olio utilizzato, aggiungendo un goccio d’acqua in modo che le verdure macerino nel proprio sughetto e non vengano fritte nell’olio.
In Sicilia la peperonata è leggermente agrodolce e si gusta a temperatura ambiente (alcuni addirittura la preferiscono fredda), ma è buona anche senza l’effetto agrodolce, semplicemente aromatizzata con un po’ di origano, timo o basilico fresco.

Ingredienti per 4 persone (come contorno) IMG_6925
500 g peperone rosso e dolce pesato pulito
250 cipolla rossa di Tropea pesata pulita
250 pomodorini datterini
2 cucchiai d’olio EVO
2 cucchiaini rasi di zucchero di canna integrale (opzionale ma consigliato)
2 cucchiaini di aceto di mele (opzionale ma consigliato)
origano, timo, prezzemolo o basilico (opzionali)

Affettate sottilmente la cipolla e stufatela lentamente con l’olio EVO e un pizzico di sale in una padella antiaderente con coperchio e con il fuoco al minimo. Nel frattempo tagliate il peperone a striscioline sempre piuttosto sottili e quando le cipolle si sono ammorbidite unitelo nella padella con un altro pizzico di sale e lasciando insaporire per un minutino. Quindi versate un dito d’acqua, coprite e lasciate cuocere sempre con il fuoco al minimo per circa 20 minuti. Se si dovessero asciugare troppo unite un altro goccio d’acqua ma attenzione perché alla fine le verdure dovranno essere piuttosto asciutte e non brodose. Quando il sughino si è asciugato e le verdure sono già molto morbide (ma non sfatte) aggiungete i pomodorini tagliati a fettine, coprite e lasciate cuocere altri 10 minuti. Se a cottura ultimata dovesse esserci troppo sugo togliete il coperchio, alzate la fiamma e fate asciugare. Unite infine lo zucchero e l’aceto, mescolate e spegnete subito il fuoco. Lasciate intiepidire e gustate a temperatura ambiente guarnendo a piacere con erbe fresche.
PS: nella foto che vedete sopra l’ho servita come contorno ad un secondo piatto di mini-burger di ceci e peperoni al timo (la ricetta dei burger la trovate sul libro “Bimbo Sano Vegano – Guida facile per mamma e bambino”, edito da Mondadori, di cui sono coautrice per la parte relativa ai consigli di cucina e alle ricette)

Torretta di zucca Butternut e broccoletti

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La zucca Butternut è una varietà di zucca piuttosto facile da trovare in commercio anche se meno conosciuta della classica Delica. Io la apprezzo molto per il sapore dolce e leggermente “nocciolato”, la consistenza compatta e non acquosa ma soprattutto per il IMG_4530fatto che è tenera e molto facile da tagliare! Ha una forma allungata simile ad una pera, i semi sono concentrati nella parte arrotondata inferiore per cui tutta la parte lunga si può facilmente tagliare a rondelle o dischi e sfruttare per ricettine sfiziose. Come ad esempio questa che vi propongo, molto semplice e con pochissimi ingredienti ma sicuramente d’effetto, ottima per un antipasto.
PS: se non trovate la zucca Butternut va bene anche la Violina che ha una forma molto simile ma la buccia rugosa, l’importante è che abbia un “collo” piuttosto lungo. E’ possibile personalizzare la ricetta aggiungendo erbe aromatiche e spezie a piacere, ma vi consiglio di provarla prima così per poter apprezzare al meglio il connubio secondo me ottimo tra zucca e broccoli che non ha bisogno di troppi condimenti.

Ingredienti per 3/4 torrette:IMG_6031
1 zucca Butternut col “collo” lungo (dovrete ricavare 9/12 dischi o rondelle)
300 g broccoletti verdi
1 scalogno
olio EVO, sale alle erbe
noce moscata

Lavate bene la zucca e dalla parte allungata e priva di semi ricavate 12 dischi spessi circa 1 cm (se la vostra zucca non è abbastanza lunga ricavatene almeno 9 in modo da ottenere almeno 3 torrette, in questo caso vi avanzerà un po’ di purè di broccoletti con cui potrete fare delle quenelle decorative. La parte inferiore della zucca potete usarla per altre preparazioni come zuppe e vellutate). Senza togliere la buccia (si toglie più facilmente dopo la cottura) disponete i dischi ottenuti su una teglia ricoperta di carta forno, ungeteli d’olio con un pennello da cucina e cospargeteli con sale alle erbe da entrambi i lati. Infornate a 200 gradi per 15/20 minuti fin quando sono teneri ma non bruciacchiati, poi lasciateli intiepidire e con delicatezza eliminate la buccia facendo attenzione a non romperli. Dividete i broccoletti in piccole cime e cuoceteli al vapore anche in questo caso fin quando diventano morbidi ma non sfatti, poi fate imbiondire lo scalogno tritato in una padella con un paio di cucchiai d’olio, unite i broccoletti e fateli insaporire qualche minuto. Lasciate da parte 4 piccole cime che serviranno per la decorazione e frullate tutto con un mixer aggiustando di sale e noce moscata e unendo eventualmente uno o due cucciai d’acqua per facilitare l’operazione.
Assemblate le torrette: su una teglia ricoperta di carta forno disponete un disco di zucca, poi uno strato uniforme di purè di broccoletti (spesso circa un cm) poi un altro disco di zucca, poi ancora broccoletti e zucca. Ripetete l’operazione per 4 torrette (o 3 se avete solo 9 dischi anziché 12). Disponete sopra ciascuna torretta una cima di broccolo e infornate a 180 gradi per 5 minuti, giusto il tempo di scaldare bene tutto.
Potete preparare le torrette anche con largo anticipo, lasciarle nella teglia e scaldarle solo al momento di servirle.

Insalata tiepida di cavolo cappuccio e tofu affumicato all’arancia

IMG_6008Dopo le “fatiche” del libro e relative presentazioni/promozioni (vedi questo post in proposito), mi sono goduta un po’ di meritato riposo approfittando delle vacanze natalizie. Non ho però mai smesso di cucinare e, soprattutto, sperimentare! Considerando che d’inverno le arance le metterei ovunque, soprattutto nelle insalate (provate ad esempio finocchi, arance e origano oppure radicchio, arance e cipollotti), stavolta ho voluto provarne una un po’ insolita, non cruda ma cotta.

Ingredienti per due persone:
100 g tofu affumicato
1 arancia piccola bio
1 cucchiaio di tamari (salsa di soia dal gusto deciso)
2 cucchiai d’olio EVO
200 g cavolo cappuccio 
1 scalogno
una manciata di semi misti tostati (zucca, girasole, lino, sesamo)

Grattugiate la buccia dell’arancia, poi tagliatela a metà e spremetene il succo. Tagliate il tofu a dadini piccoli e fatelo marinare per almeno un’ora con la buccia e il succo d’arancia, il tamari e un cucchiaio d’olio.
Trascorso il tempo di marinatura tritate lo scalogno e fatelo rosolare in padella insieme all’altro cucchiaio d’olio e ad una presa di sale. Poi unite il cavolo cappuccio tagliato a listarelle sottili, mescolatelo e fatelo stufare coperto per 5 minuti circa o comunque fin quando si ammorbidisce pur restando croccantino. A questo punto versate il tofu con tutta la sua marinatura e fate cuocere a fuoco vivace fin quando tutto il liquido si sarà asciugato. Cospargete di semi tostati a piacere, guarnite con fettine d’arancia e servite tiepido come antipasto, secondo o contorno.

Cavolfiori, broccoli e verza gratinati alla besciamella di riso

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Il latte di riso autoprodotto secondo la ricetta che trovate qui, non essendo per nulla dolce e restando piuttosto denso, è perfetto per realizzare un’ottima besciamella, addensata con farina di riso, giusto per restare “in tema” e rafforzarne il sapore. Ho voluto utilizzarla per un gratin al forno, inaugurando così la stagione dei cavoli, cavolfiori, broccoli & Co., un toccasana per la salute, con proprietà antinfiammatorie, antiulcerose e antitumorali.
PS: Il suddetto latte di riso autoprodotto va benissimo anche per addolcire e dare un morbido effetto “vellutato” ai passati di verdure, soprattutto se a base di cavoli e cavolfiori.

Ingredienti per 4 persone:
250 g cimette di cavolfiore biancofoto 33
250 g cimette di broccoletto verde
200 g foglie di verza
1 cipolla
olio EVO, sale, pepe
Per la besciamella di riso:
500 ml latte di riso autoprodotto (vedi ricetta qui)
30 g olio EVO
30 g farina di riso
sale, noce moscata

Lessate le cimette in abbondante acqua bollente salata (prima quelle di cavolfiore e dopo 5 minuti unite quelle di broccoletto che hanno un tempo di cottura minore) fino a quando diventano morbide ma non sfatte.  Nel frattempo affettate sottilmente la cipolla e fatela imbiondire con un cucchiaio d’olio e un pizzico di sale, poi unite la verza tagliata a listarelle e un mestolo d’acqua di cottura delle cimette. Coprite e lasciate cuocere fin quando la verza sarà morbida e l’acqua completamente asciugata.
Preparate la besciamella scaldando in un pentolino l’olio, poi, fuori dal fuoco, unite la farina di riso amalgamandola e formando una pastella. Rimettete la pentola sul fuoco e versate il latte a poco a poco continuando a mescolare per non formare grumi. Portate a bollore per un paio di minuti mescolando, poi salate e aggiungete un’abbondante grattata di noce moscata.
Quando le cimette sono cotte scolatele e disponetele su una teglia, copritele con due terzi della besciamella, poi versate sopra la verza e infine la besciamella rimasta. Completate con una spruzzata di pepe nero macinato al momento e infornate a 200 gradi per circa 20 minuti.

Caponata di melanzane agrodolce alla siciliana senza frittura

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Quest’estate particolarmente fresca e piovosa non invoglia a uscire molto, allora l’unica consolazione è mettersi ai fornelli e cucinare, sperimentare, assaggiare, insomma divertirsi un po’ con i buoni ortaggi che la stagione, nonostante tutto, ci offre. Tra i grandi protagonisti, oltre ai peperoni, ai cetrioli, alle zucchine e ai pomodori, ci sono senza dubbio le melanzane. Dopo il successo della parmigiana (ricetta qui) non poteva mancare la caponata!
IMG_5597Nella cucina siciliana il termine “caponata” indica  un insieme di ortaggi, di solito melanzane, condite con una salsa leggermente agrodolce fatta con pomodoro, cipolle, sedano, capperi e olive. Sembrerebbe che la parola derivi da “capone”, termine con cui in passato veniva chiamata la lampuga, un pesce pregiato preparato con questo condimento e consumato nelle tavole dell’aristocrazia. Nella cucina popolare e contadina invece, il costoso pesce era sostituito con le melanzane, più economiche e, aggiungerei, più buone, sane e cruelty-free!
Nella ricetta originale le melanzane andrebbero fritte, io propongo invece di cuocerle in forno, come già per la parmigiana, e garantisco che il risultato è ugualmente ottimo ma molto più leggero!

Ingredienti per 3/4 porzioni:IMG_5582
700 g melanzane (1 grossa o 2 piccole)
1 cipolla grande
60 g olive verdi denocciolate
25 g capperi sott’aceto
60 g gambi di sedano
250 g polpa di pomodoro a pezzetti
2 cucchiai di aceto di mele (o aceto bianco)
1 cucchiaio raso di zucchero di canna
Olio EVO, sale, basilico fresco per decorare

Tagliate le melanzane a cubetti regolari non troppo piccoli, disponeteli sulla placca del forno ricoperta di carta forno, conditele con poco sale e olio (circa 3 cucchiai), mescolatele e fatele cuocere in forno a 200 gradi per una ventina di minuti, rigirandole a metà cottura.
Nel frattempo preparate il condimento facendo rosolare in una padella capiente con un po’ d’olio la cipolla tagliata a fettine sottili e il sedano a pezzetti, fino a quando si saranno ben ammorbiditi. Quando le melanzane saranno cotte versatele nella padella insieme alle cipolle e al sedano e unite le olive tagliate a rondelle e i capperi. Fate insaporire un minuto mescolando e poi aggiungete la polpa di pomodoro e 200 ml d’acqua. Coprite e fate cuocere per una decina di minuti fino a quando il sughetto si sarà un po’ ristretto ma non completamente asciugato. A fine cottura unite lo zucchero e l’aceto (di mele se preferite un sapore più delicato, di vino bianco per un gusto più deciso). Mescolate e spegnete il fuoco. Fate raffreddare prima di servire, è un piatto che va mangiato a temperatura ambiente e non caldo, il giorno dopo è ancora più buono!

Insalata misticanza con pesche noci e salsa al basilico

IMG_5552Come nelle mie insalate invernali non possono mancare le arance, d’estate adoro il melone e le pesche (per un’ottima insalata di melone e cetrioli vedi questo post).
In questo piatto, fresco ed estivo, l’insalata misticanza (il termine vuol dire “mescolanza”, nella mia c’era lattughino verde e rosso, spinacino e rucola) lievemente amarognola, si sposa benissimo col dolce delle pesce noci, l’asprigno della salsina e la nota aromatica del basilico, ne risulta un mix di sapori secondo me molto interessante, sicuramente da provare!

Ingredienti per due persone:
150 g insalata misticanza (rucola, lattughino, spinacino, valerianella ecc)
1 pesca noce matura ma soda tagliata a fettineIMG_5537
qualche pinolo e foglie di basilico per decorare

Salsina di pesche noci
2 pesche noci mature ma sode
1 cucchiaio abbondante di succo di limone
2 cucchiai d’olio EVO
1 generoso pizzico di sale
Salsa al basilico
25 g foglie di basilico
30 g olio EVO
40 g acqua
1 cucchiaino di succo di limone
15 g pinoli, 1 pizzico di sale

Preparate la salsina di pesche noci sbucciando le due pesche noci e frullandole insieme al succo di limone, l’olio e il sale. Assaggiate ed eventualmente aggiustate di sale o di limone, si devono distinguere tre sapori: dolce della pesca, aspro del limone e lievemente sapido del sale.
Preparate la salsa al basilico frullando il basilico con gli altri ingredienti previsti, frullate a lungo (in questo caso consiglio il frullatore classico non il mixer) fino ad ottenere una crema il più possibile liscia e senza pezzettini, non è un pesto!
Componete l’insalata mettendo sul fondo di una ciotola (o anche due ciotole individuali) la misticanza (potete variare la composizione dei tipi di insalata ma è importante che ci sia comunque una manciata di rucola), distribuite sopra qualche cucchiaiata di salsina di pesche noci e poi la pesca noce a fettine. Mettete sopra ogni fettina di pesca noce un cucchiaino di crema al basilico e decorate con pinoli e foglie di basilico.
Gustate come piatto unico insieme ad una fetta di pane integrale oppure come contorno ad un secondo di seitan (come nella foto sopra a destra), magari insieme ad una manciata di fagiolini.

Parmigiana di melanzane al forno “alla siciliana” senza frittura

IMG_5485La cucina tradizionale della Sicilia, mia terra d’origine, è molto ricca di verdure e ortaggi e moltissimi piatti tipici sono vegetariani e vegani. Per citarne alcuni delle mie zone (Sicilia sud orientale): la pasta alla Norma, la caponata, il “macco” di fave, le granite, le “scacce” ripiene di verdure, la pasta con i tenerumi e, non ultima, la parmigiana di melanzane. L’origine di questo piatto viene in realtà contesa tra siciliani, napoletani ed emiliani, ma secondo me, sarò di parte, hanno ragione i primi! Sembra infatti che il termine “parmigiana” non c’entri nulla con la città di Parma o con il parmigiano reggiano, ma che derivi dall’antica parola siciliana parmiciana con cui erano chiamate le liste di legno che compongono le persiane delle finestre, forma richiamata dalla disposizione a strati sovrapposti delle fette di melanzana.
IMG_5490Nella versione siciliana classica e più semplice le fette di melanzana vengono prima fritte in olio d’oliva (senza impanatura), poi, in una teglia, si compongono a strati insieme ad abbondate sugo di pomodoro, che non deve essere aspro nè salato ma anzi, leggermente dolciastro (aggiungendo un pochino di zucchero all’occorrenza), formaggio (i più tradizionali sono caciocavallo e provolone dolce ma c’è chi usa la mozzarella o addirittura le sottilette…), abbondante basilico fresco e una spolverata di grana. Poi si passa in forno e, importantissimo, si lascia raffreddare prima di servire, non si mangia calda ma a temperatura ambiente, dettaglio essenziale per apprezzarne bene il gusto. Ecco io vi propongo una versione veganizzata e alleggerita di questa, con melanzane cotte in forno anziché fritte e un simil-formaggio di soia cremoso autoprodotto che in questo piatto secondo me ha una resa ottima, provate!

Ingredienti per 4 generose porzioni
3 melanzane scure medio grandi (peso complessivo circa 1200 kg)
700 g passata di pomodoroi porzioni parmigiana 2
1 cipolla piccola
1 spicchio d’aglio
un mazzetto di basilico
olio EVO q. b.
lievito alimentare q.b.
Per il “veg-formaggio” cremoso
375 g latte di soia al naturale non dolcificato
30 g maizena o amido di mais
3 cucchiai d’olio EVO
1/2 cucchiaino circa di dado vegetale in polvere o granulare senza olio di palma

Per prima cosa preparate il veg-formaggio: Scaldate l’olio in un pentolino. Fuori dal fuoco unite la maizena e mescolate ottenendo così una pastella. Rimettete sul fuoco al minimo e versate il latte di soia a poco a poco mescolando energicamente per non formare grumi. Portate a ebollizione per uno o due minuti sempre mescolando, poi unite il dado vegetale, spegnete e lasciate intiepidire. (Assaggiate ed eventualmente aggiungete un altro po’ di dado vegetale, il gusto deve essere piuttosto saporito ma non salato, molto dipende dal tipo di dado che usate). Se dovessero formarsi grumi date una passata col minipimer e lasciate raffreddare.
IMG_5478Lavate le melanzane e tagliatele a fette rotonde non troppo sottili (circa un cm di spessore). Disponetele sulla placca del forno ricoperta di carta forno, spennellatele d’olio con un pennello da cucina e cospargetele con poco sale da entrambi i lati. Infornatele a 200 gradi per 10/15 minuti.
Nel frattempo preparate il sugo di pomodoro soffriggendo in un po’ d’olio la cipolla tritata e lo spicchio d’aglio tagliato a metà e privato dell’anima. Coprite e lasciate sobbollire a fuoco lento fino a quando il sugo si sarà un po’ ristretto e insaporito, più o meno 15/20 minuti. Poi aggiustate di sale ed eventualmente aggiungete un po’ di zucchero se il sugo vi sembra troppo acido (come ho scritto sopra nella cucina tradizionale siciliana il sugo di pomodoro di solito è leggermente dolce). Unite alcune foglie di basilico intere e coprite.IMG_5480
Assemblaggio degli ingredienti: Con un minipimer date una frullata al veg-formaggio finché diventa bello cremoso. Rimuovete l’aglio e il basilico dal sugo di pomodoro e disponetene qualche cucchiaiata sul fondo di una teglia (ne consiglio una rettangolare non troppo grande da circa 25×20 cm). Procedete con uno strato di melanzane, poi ancora pomodoro, qualche cucchiaiata di crema di veg-formaggio, una leggera spolverata di lievito alimentare e foglie basilico fresco spezzettato con le mani. Poi ancora melanzane, pomodoro, veg-formaggio, lievito e basilico. Terminate con uno strato di melanzane ricoperte di sugo di pomodoro e cospargete tutta la superficie con un altro po’ di lievito alimentare. Infornate a 200 gradi per una ventina di minuti. Servite la parmigiana appena tiepida o a temperatura ambiente (assolutamente non calda!) decorando con basilico fresco.

Barchette di zucchine gratinate alle erbe aromatiche

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Le zucchine ripiene gratinate al forno si possono fare in mille modi diversi, e, per la verità, ne ho provati tanti ma mai nessuno mi ha soddisfatta come questo. E’ una ricetta semplicissima e molto veloce da realizzare perché non c’è bisogno di sbollentare preventivamente le zucchine né di cuocere il ripieno prima di farcirle perché cuoce tutto direttamente in forno. Il segreto sono le erbe aromatiche fresche (coltivarle in vaso anche sul balcone è facilissimo!) che ognuno può variare a piacimento, ma vi assicuro che più ne mettete più ricco sarà il gusto! Se non avete quelle fresche volendo si possono usare anche secche ma le fresche sono da preferire, soprattutto in questa stagione!

Ingredienti per 4/6 persone:IMG_5430
4 zucchine medie
40 g pangrattato integrale
2 spicchi d’aglio
una manciata di prezzemolo
6 foglie di basilico
2 rametti di maggiorana
4 rametti di timo
2 rametti di santoreggia
olio EVO, sale, pepe nero

Tagliate le zucchine a metà, poi tagliate ciascuna metà per lungo e svuotatela bene con un coltellino affilato per ottenere delle barchette, 16 in tutto. Queste ultime dovranno essere piuttosto sottili visto che cuoceranno direttamente in forno. Tritate finemente la polpa delle zucchine che avrete ottenuto e conditela col pangrattato, due cucchiai d’olio, l’aglio tritato, le erbe aromatiche tritate, sale e pepe. Salate leggermente le barchette di zucchine e farcitele con la polpa condita. Disponetele sulla placca del forno ricoperta di carta forno, irrorate con un filo d’olio e infornate con forno ventilato a 170 gradi per 40 minuti o comunque fin quando le zucchine saranno tenere e il ripieno ben gratinato. Servite tiepide come antipasto, contorno o secondo piatto accompagnando con una piccola insalata di pomodorini.

Couscous crudista di cavolfiore

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Questa ricetta è un classico piatto crudista invernale, come gli spaghetti di zucchine lo sono per l’estate. Finché i cavolfiori sono di stagione consiglio vivamente di provarla perché il gusto e la freschezza vi sorprenderanno. Sul web si trovano tante versioni e in effetti il cavolfiore “frullato” a granella è una base che si presta a condimenti diversi, come del resto il couscous di semola tradizionale. Alcuni aggiungono spezie come curry o curcuma, che io di solito metto nel couscous tradizionale, qui invece preferisco un condimento da classica insalata, con il tocco in più dell’olio al limone, un “trucchetto” che ho imparato ai corsi di Simone Salvini e che per la verità ultimamente sto usando spesso per arricchire di una nota “limonosa” diversi piatti (provatelo ad esempio sul cavolo cappuccio crudo tagliato sottilissimo oppure sulle insalate di riso).
Potete servire il couscous come antipasto o aperitivo (di solito agli aperitivi che organizzo al Gaina Café ha molto successo) ma va bene anche come contorno o, in porzione più abbondante, come piatto unico crudista che sazia ma vi permette di restare leggeri.
PS: Chi avesse problemi a digerire il cavolfiore può aggiungere un po’ di semi di cumino o di finocchio pestati al mortaio che aiutano la digestione.

Ingredienti per 4/6 persone:foto ape 6 marzo 2
un cavolfiore bianco medio
250 g pomodorini pachino
2 o 3 carote (oppure zucca cruda grattugiata)
3 cipollotti freschi
un cuore di sedano (la parte interna più chiara e tenera)
prezzemolo (opzionale)
succo di limone a piacere
2 o 3 pezzi di pezzi di scorza di limone bio
olio EVO, sale

IMG_5027Per prima cosa, almeno un paio d’ore prima preparate l’olio al limone prelevando con un pelapatate due pezzi di scorza di limone. Poi tritatele finemente a coltello, mettetele in un barattolino di vetro piccolo e aggiungete circa due dita d’olio EVO. Chiudete il barattolino e lasciate insaporire.
Pulite il cavolfiore eliminando le eventuali foglie e tagliatelo a metà e poi in 4 quarti. Eliminate il torsolo centrale più duro e prelevate gli “alberelli” superiori. Tagliateli a pezzi grossi e frullateli con un robot da cucina (attenzione non il classico frullatore che si usa per i frullati di frutta o per la maionese ma il mixer o robot da cucina). Deve risultare una granella simile al couscous. Non frullate troppo altrimenti il cavolfiore perderà i liquidi e il composto si appiccicherà e non sarà più sgranato come deve essere.
Mettete il cavolfiore in una grande insalatiera e conditelo con i pomodorini e il sedano a pezzetti, le carote (o la zucca) a julienne, i cipollotti affettati finemente, l’eventuale prezzemolo tritato, sale, succo di limone e l’olio al limone preparato in precedenza con tutte le scorzette

Seitan aromatico con insalata di finocchi e arance

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n generale non sono una grande consumatrice di seitan, mi piace ma preferisco non abusarne in quanto è puro glutine (per maggior info sul seitan vedi il post del “seitan stonnato”), e se devo fare un pasto a base di glutine… preferisco un bel piatto di pasta! Questa ricetta però mi è piaciuta molto per il gusto e per la semplicità e velocità di preparazione. Le fettine rosolate nell’olio aromatizzato e insaporite con la salsa di soia diventano croccanti e l’insalata di finocchi, arance e origano è l’accompagnamento ideale per godersi le ultime freschezze crude invernali aspettando la primavera.

Ingredienti per 2 persone:
240 g seitan al naturale
5 pezzi di scorza d’arancia
3 pezzi di scorza di limone
2 foglie d’alloro
1 manciata di foglie di salvia
1 rametto di rosmarino
2 cucchiai di salsa di soia (io uso lo Shoyu)
Per l’insalata
3 finocchi piccoli o 2 grandi
2 arance tarocco
origano, olio EVO, sale

IMG_5111Tagliate il seitan a fettine strette e sottili e fatele saltare in padella con un po’ d’olio, le scorze di agrumi, l’alloro, la salvia e il rosmarino fin quando diventeranno croccanti, aggiungete poi la salsa di soia, spegnete il fuoco e tenete in caldo.
Preparate l’insalata eliminando le foglie esterne più dure dei finocchi (che potrete utilizzare per altre preparazioni cotte come ad esempio un condimento per la pasta) e tagliando i cuori a fettine sottilissime. Unite gli spicchi di una delle due arance tagliati a pezzetti. Condite con il succo dell’altra mezza arancia (anche tutta se volete ma non esagerate se non volete che l’insalata rimanga sommersa nel suo sugo…) sale, olio EVO e abbondante origano. Gustate il seitan aromatico con la fresche crudité agrodolci.

Tris di insalate invernali

Anche se il freddo ci fa desiderare soprattutto cibi caldi e confortanti, come zuppe, legumi e minestroni, nella nostra dieta una buona percentuale di crudo non deve mai mancare. Queste tre insalate invernali sono semplici ma molto gustose, colorate e ricchissime di vitamine, minerali e antiossidanti. Le dosi sono per due persone se considerate come contorno.

Arance con scalogno e granella di pistacchi

Ingredienti:
2 arance Navel
1 scalogno grande o 2 piccoli
una manciata di pistacchi al naturale
(non tostati né salati)

sale e olio EVO 

Sbucciate le arance eliminando il più possibile le parti bianche, dividetele a spicchi e tagliate ogni spicchio in due o tre pezzi. Affettate lo scalogno a rondelle sottili e unitelo alle arance, salate e condite con un po’ d’olio, mescolate e lasciate insaporire almeno mezz’ora. Prima di servire cospargete di pistacchi al naturale tritati grossolanamente.

Cavolfiore ed erbe aromatiche

Ingredienti:
200 g cime di cavolfiore
sale alle erbe
timo, origano, maggiorana
olio EVO
succo di limone

Prendete le cime fiorite del cavolfiore (non i gambi) e passatele brevemente al mixer fin quando assumeranno una consistenza granulosa, simile al couscous. Condite col sale alle erbe, le erbe aromatiche fresche o secche, un filo d’olio e poco limone. Decorate con rametti di timo e servite, se volete, in bicchierini di vetro trasparenti. Questa insalata è ancora più buona se accompagnata da un po’ di maionese allo zafferano (vedi ricetta qui)

Barbabietola rossa con sedano e limone

Ingredienti:
1 barbabietola (o rapa) rossa cruda
1 gambo di sedano tenero più alcune foglie per decorare 
sale alle erbe
succo di limone
olio EVO 

Lavate e sbucciate la barbabietola e passatela su una grattugia a fori larghi (quella che usate di solito per le carote). Attenzione perché il suo succo color porpora macchia dappertutto! Tagliate il sedano a pezzetti e unitelo alla barbabietola, condite col sale alle erbe, l’olio e un bel po’ di succo di limone. Decorate con foglie di sedano e fettine di limone.

Finocchi, patate e carote al forno


Nell’ultimo periodo sono diventata molto più esigente in cucina e se le cose non vengono come dico io, non sono soddisfatta. A volte preparo dei piatti buoni che però esteticamente non mi convincono, oppure mi sembrano belli da vedere ma lasciano a desiderare come gusto. Altre volte li considero decisamente migliorabili o troppo semplici e quindi non degni di essere pubblicati sul blog. Questo ad esempio è di una semplicità estrema ma ho deciso di pubblicarlo ugualmente perché mi piace troppo. Per la serie: non le solite patate al forno!

Ingredienti:
3 finocchi medi (500 g circa pesati già puliti)
3 patate medie (500 g circa pesate sbucciate)
200 g carote pesate già pulite
sale alle erbe
erbe aromatiche secche
(timo, maggiorana, origano,  rosmarino)
olio EVO

Pulite i finocchi e tagliateli a metà per lungo, poi ricavate delle fette piuttosto spesse e disponetele sulla placca del forno ricoperta di carta forno. Condite con sale ed erbe aromatiche, un filo d’olio e mescolate bene. Poi sbucciate le patate e tagliatele a tocchetti piccoli o a fettine mediamente sottili (le patate hanno un tempo di cottura un po’ più lungo dei finocchi per cui questi devono restare piuttosto spessi mentre le patate meglio se più piccole e più sottili). Disponetele nella teglia sopra i finocchi ma non mescolate, i finocchi devono restare sul fondo e ben coperti dalle patate, altrimenti rischiano di bruciarsi. Infine pulite le carote e tagliatele a rondelle, disponetele sopra le patate, cospargete ancora di sale ed erbe aromatiche e irrorate con un altro filo d’olio sempre senza mescolare. Coprite la teglia con un foglio di alluminio e infornate a 200 gradi per circa 20 minuti. Poi eliminate l’alluminio e infornate per altri 20 minuti. Estraete dal forno, mescolate, controllate la cottura, aggiustate eventualmente di sale.

Insalata russa di cavolfiore


Sto frequentando un ciclo di seminari e laboratori di cucina con lo chef Simone Salvini, un grande professionista oltre che una bella persona. Adoro la cura dei dettagli, la presentazione artistica dei piatti, l’accostamento fantasioso di sapori, erbe e spezie… insomma è il mio ideale di cucina, grazie Simone sei un mito!
Quest’insalata russa bianca è una delle ricette preparate l’ultima volta, in realtà molto semplce ma originale e sfiziosa. Per la maionese trovate la ricetta qui, naturalmente in questo caso non si aggiunge lo zafferano e si lascia al naturale.

Ingredienti per 3/4 persone:
350 g di cavolfiore bianco pesato già pulito
4 cucchiai abbondanti di maionese veg
secondo la ricetta di Simone Salvini 

semi di cumino
pepe nero macinato fresco
olio EVO

Tagliate il cavolfiore a pezzetti piccoli, io ho utlilizzato il tronco e tutte le ramificazioni, scartando la parte superiore delle cimette fiorite che di solito preferisco consumare a crudo in insalata o frullate come simil-couscous (vedi ricetta qui).
Gettate i pezzetti di cavolfiore in acqua bollente salata e lasciateli bollire per non più di 5 minuti, poi scolateli bene e fateli saltare in padella qualche minuto con un po’ d’olio EVO e pochi semi di cumino pestati al mortaio. Nella ricetta originale Simone ha messo il cumuno nella maionese ma io ho preferito saltarlo insieme al cavolo (questa spezia ha delle ottime proprietà digestive e carminative che aiutano a digerire meglio il cavolo). Lasciate raffreddare completamente.
Nel frattempo preparate la maionese secondo la ricetta che trovate qui ma senza aggiungere lo zafferano (il bello di quest’insalata è che rimane tutta bianca). Quando il cavolfiore è completamente freddo amalgamatelo alla maionese e fatelo riposare in frigo per qualche ora.
Al momento di servire cospargete a piacere con semi di cumino pestati e pepe nero.
PS: Come avrete notato dalla foto, la decorazione con foglioline di erbe aromatiche fresce non poteva mancare, in pieno stile di Simone Salvini! In questo caso ci starebbe bene forse la menta o il prezzemolo ma io avevo solo il timo e quello ho messo 😉

Insalata di melone e cetrioli con salsa di yogurt al prezzemolo


Questa insalata ha una lunga storia: già prima di andare in vacanza volevo provare un piatto alternativo con il melone e inizialmente avevo pensato al risotto, ma non mi convinceva l’idea di cuocere questo frutto così profumato. Mi sono quindi ricordata dell’ottimo centrifugato di melone, cetriolo e pesca che avevo provato tempo fa e ho pensato di realizzare un’insalata, tralasciando la pesca perchè troppo dolce e aggiungendo invece i cipollotti per fare da contrasto e qualche semino per arricchire. Accompagnandola con una fresca salsina e del buon pane integrale l’insalata si è trasformata in un fresco e leggerissimo piatto unico!

Ingredienti:
250 g cetrioli pesati già puliti
250 g melone pesato già pulito
una piccola cipolla fresca
120 g yogurt di soia al naturale
un limone
una manciata di prezzemolo
una manciata di semi di zucca
sale alle erbe
olio EVO, pepe nero (fac.)

Per prima cosa ponete la cipolla affettata finemente in una ciotolina con due generosi pizzichi di sale, mescolate e coprite d’acqua in modo da attenuare il sapore troppo pungente. Poi preparate la salsina unendo allo yogurt il prezzemolo tritato, la buccia del limone grattugiata e un pizzico di sale.
Tagliate i cetrioli e il melone a fettine sottili e conditeli in due ciotole separate con il sale alle erbe (il mio è della Rapunzel, acquistato al Naturasì). Scolate le cipolle e disponete in una pirofila uno strato di cetrioli, uno di melone e uno di cipolle. Condite con succo di limone e un filo d’olio, poi ancora un altro strato di cetrioli, melone e cipolle, e un altro po’ di succo di limone e olio. Cospargete di semi di zucca (meglio se non tostati e non salati per conservare integre le loro preziose proprietà), un po’ di pepe e servite insieme alla salsina e del buon pane integrale.